Il Silent way

25 Oct

Il Silent Way

Il Silent Way è un approccio di apprendimento ideato da Caleb Gattegno durante i primi anni settanta. È basato sulla premessa che l’insegnante dovrebbe rimanere in silenzio il più a lungo possibile, lasciando spazio agli studenti di esplorare la lingua.

L’ipotesi di apprendimento di Gattegno sottolinea i seguenti punti:

  1. L’apprendimento è facilitato se l’allievo scopre o crea, piuttosto che ricordando o ripetendo ciò che si sta imparando.
  2. L’apprendimento è facilitato se accompagnato da oggetti materiali.
  3. L’apprendimento è facilitato se le dubbi vengono risolti utilizzando il materiale proposto  durante le lezioni.

Sarebbe utile considerare ognuno di questi problemi:

  1. Il Silent Way appartiene a quella tradizione che vede l’apprendimento come un’attività di scoperta, di risoluzione dei problemi e di creatività, nella quale l’allievo è l’attore protagonista anziché un semplice ascoltatore. (Bruner 1966).

Brunner afferma che “Apprendimento attraverso la scoperta” ha i seguente benefici:

  • Incrementa il potenziale intellettivo.
  • C’è un passaggio da ricompense estrinseche a quelle intrinseche.
  • Aiuta ad allenare la memoria. (Bruner 1966:83)

Gattegno rivendica gli stessi benefìci per gli allievi che hanno imparato tramite il Silent Way.

  1. Vengono utilizzate le asticelle di legno e tabelle di suoni e colori per la pronuncia. Fornire oggetti materiali aiuta l’apprendimento e crea nella mente degli allievi delle immagini che faciliteranno il ricordo in un secondo momento.
  2. Il Silent Way è anche legato ad un insieme di premesse che possiamo chiamare “Approccio all’apprendimento fondato sulla risoluzione dei problemi”. Queste premesse vengono rappresentate nella parole di Benjamin Franklin :

Dimmi e io dimentico,

mostrami e io ricordo, 

coinvolgimi e io imparo.

Gli obiettivi generali del Silent Way sono quelli di fornire agli allievi dei primi livelli le capacità di ascolto e conversazione, così come le conoscenze basilari della grammatica. Gattegno afferma che uno dei metodi migliori per aiutare l’apprendimento degli studenti è quello di farli interagire tra di loro e abbandonare l’aula per fare in modo che siano gli stessi allievi a lottare con i nuovi strumenti linguistici imparati.

Il professore può utilizzare gesti, tabelle dei suoni e delle grafie e altri materiali al fine di stimolare gli allievi. In definitiva il professore del Silent Way si comporta come un regista, scrive la sceneggiatura, sceglie gli oggetti di scena, stabilisce gli umori, modella l’ azione, designa gli attori e critica l’intera performance.

Immagine

Il metodo consiste in un processo suddiviso in fasi: l’osservazione di ciò che non si conosce e la formulazione di ipotesi,  la verifica attraverso il procedimento trial and error (prova ed errore). L’errore diviene quindi una componente fondamentale e significativa del processo di apprendimento. L’insegnante deve quindi innanzitutto rendere l’allievo “libero” di sviluppare la sua capacità d’osservazione della realtà e di formulazione delle ipotesi.

La memorizzazione e l’imitazione sono quindi superati dalla “ritenzione”, cioè dall’apprendimento consapevole, attraverso cui l’allievo acquisisce piena autonomia e diventa cosciente delle proprie potenzialità.

Il ruolo dell’insegnante è quindi limitato al minimo, sia nelle spiegazioni che nel feedback, che non deve essere mai troppo esplicito o enfatizzato. Le lezioni del Silent Way seguono un formato standard. La prima parte della lezione si incentra soprattutto nella pronuncia: a seconda del livello degli studenti la classe lavora su suoni o frasi.

Le prime volte il professore mostrerà agli allievi il suono, le strutture, le frasi modello e la grammatica. Dopo gli allievi continueranno a ripetere da soli, con il solo aiuto del materiale didattico. In questo modo si sviluppa l’intera lezione.

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