Il community Language Learning

29 Oct

 Il community Language Learning

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 Il community Language Learning (CLL) è il nome del metodo sviluppato da Charles A. Curran e i suoi soci. Curran era uno specialista in consulenze e professore di psicologia alla Loyola University di Chicago. Trasferito sul piano pedagogico-linguistico, il metodo suggerisce che il rapporto ottimale da instaurare tra l’insegnante e l’allievo è analogo a quello che si stabilisce fra il terapeuta e il cliente. Il cliente in sede psicoterapeutica viene così equiparato all’allievo in età adulta alle prese con i problemi d’apprendimento di una seconda lingua. 

 L’attenzione si concentra sugli aspetti umanistici – affettivi, includendo le emozioni e i sentimenti così come la consapevolezza linguistica e l’abilità di comportamento.  

Curran aveva discusso diverse volte su ciò che lui chiamava “convalidation”  una sorta di valutazione positiva fra insegnante e allievi sullo sviluppo dell’altro. 

Il rapporto caratterizzato dalla convalidation è considerato essenziale per il processo d’apprendimento ed è un elemento chiave nelle procedure del metodo.

 Curran aveva messo insieme un gruppo di idee sui requisiti psicologici necessari per avere successo nell’ insegnamento. Queste idee sono raccolte sotto forma di acronimo: SARD, che può essere spiegato così: 

 S:  sta per sicurezza. Nonostante gli studenti si sentano sicuri, questi potranno trovare   comunque delle difficoltà nel momento in cui raggiungeranno un livello d’apprendimento soddisfacente. 

 A: sta per attenzione e aggressione. Il metodo riconosce che è possibile una mancanza di attenzione da parte degli allievi dovuta al poco coinvolgimento da parte del  professore. L’aggressione invece viene applicata attraverso la dimostrazione di ciò che si è imparato in classe, usando le nuove conoscenze come strumento per la propria messa in prova. 

 R: sta per ritenzione e riflessione. Nel caso in cui la persona è partecipe del processo d’apprendimento, ciò che impara diventa parte integrante della persona. La riflessione invece è il periodo consapevole di silenzio dentro il quadro della lezione, che permette all’allievo di fermarsi sui contenuti imparati. 

 D: sta per discriminazione. Avviene quando l’allievo è in grado di separare in categorie  le conoscenze che torneranno utili nella vita futura. 

 Questi aspetti della filosofia di Curran non affrontano soltanto gli aspetti  psicologici e cognitivi del processo ma influenzano anche gli impegni personali che l’allievo deve affrontare prima che il processo di acquisizione possa essere operato. 

 Maggini spiega con parole semplici ed efficaci cosa propone questo approccio: 

“Ma che cosa propone di innovativo sul piano della pedagogia linguistica il Community Language Learning? Si prevedono cinque fasi durante le quali gli studenti acquisiscono maggiore autonomia e padronanza nella lingua oggetto di studio. Durante le prime tre fasi però il discente è aiutato dall’insegnante in quanto la conversazione fra gli allievi non è diretta, ma mediata dal docente di lingua tramite la traduzione. I discenti formulano i messaggi nella loro lingua madre che vengono tradotti nella lingua d’arrivo dall’insegnante. I messaggi in forma di chunks vengono ripetuti agli altri studenti. Tali messaggi vengono registrati, ascoltati e successivamente trascritti. La trascrizione che costituisce il “testo” su cui fare lavorare successivamente tutta la classe contiene le parole nella L2 con accanto la traduzione delle parole equivalenti nella lingua madre.

La lingua parlata ha quindi l’assoluta priorità, il codice scritto risulta in questo modo relegato ai margini della pratica pedagogica. Sono gli studenti a determinare i contenuti dei loro dialoghi, è nel loro interesse guidare l’attività linguistica.”

 Questo approccio è stato considerato un punto di vista diverso e utile per l’insegnamento delle lingue straniere. Però, nonostante le recensioni positive che ha ricevuto, se si analizza più a fondo, ci si rende conto che non è un approccio adatto a tutti, (anche se in realtà nessun approccio o metodo lo sia) è un approccio in cui gli studenti hanno bisogno di una certa maturità e capacità d’apprendimento per seguirlo. Inoltre si concentra molto sui sentimenti e questo non è sempre positivo. Gli studenti devono avere una condizione di stabilità mentale ed essere consapevoli dei propri limiti e dei limiti dell’approccio.

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